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Vogue ha chiesto se avere un fidanzato sia imbarazzante — ma perché ci ha toccato così tanto?

Magritte, gli amanti

Quella domanda mi è rimasta in testa — e questo è dove mi ha portata.


DISCLAIMER: Questo post è uscito prima sul mio Substack e lo riporto qui tradotto in italiano. Se ti va di leggere i miei post (per ora in inglese) appena escono, vieni a trovarmi lì. 💛


Nelle ultime settimane non si è parlato d’altro: “Avere un fidanzato è imbarazzante?” È la domanda che Vogue ha portato al centro della discussione, facendo esplodere un dibattito che ci ha toccato tutti più del previsto.


Perché è vero: viviamo nell’epoca delle situationship, dei messaggi ambigui, dei “non mettiamo etichette”, dell'idea che essere sentimentalmente indisponibili sia in qualche modo più cool di essere chiari e trasparenti.


Eppure, mentre passiamo ore a decifrare ogni micro-sfumatura di questo caos, quasi nessuno si ferma a guardare l’altra parte della storia: cosa significhi davvero stare in una relazione stabile.

Quella relazione adulta, intenzionale, serena.

Quella che non ha bisogno di effetti speciali — e che forse proprio per questo, oggi, ci sembra quasi sospetta.


Come se la stabilità fosse diventata una red flag.

Anche le donne forti e indipendenti possono scegliere l'amore


Diciamolo chiaro: oggi le donne viaggiano su un altro pianeta.

Ci facciamo strada da sole, costruiamo carriere solide, viaggiamo da sole, ci creiamo vite intere che non hanno bisogno di un “co-pilota”.

L’indipendenza non è più un obiettivo: è lo standard. E va celebrato.


E proprio perché siamo così libere, dovrebbe valere la regola più semplice di tutte: ognuna sceglie ciò che la fa stare bene. Restare single perché ti fa sentire libera. Uscire con chi ti pare perché è leggero e divertente. Stare in una relazione perché ti dà serenità, non ansia. O non voler nulla di tutto questo. Non esiste una vita “giusta”: esiste solo la tua.


Ma ecco la parte che non mi torna: se siamo così libere, quando è successo che avere un fidanzato è diventato… quasi imbarazzante?


Com’è che celebriamo l’indipendenza, ma una relazione stabile — scelta con lucidità, non per bisogno — viene vista come un passo indietro? Com’è che un semplice “sto con qualcuno e va bene” fa alzare sopracciglia, mentre raccontare l’ennesimo disastro sentimentale ottiene applausi e prosecco, diventando uno stile di vita cool e interessante?


È come se avessimo confuso l'indipendenza con lo stare da sole a tutti i costi. Come se per essere “forti” dovessimo fare finta che la connessione non ci interessi. Come se scegliere qualcuno cancellasse automaticamente una parte del nostro potere.


Spoiler: Non lo fa. Per niente.


Quindi la domanda vera è: quando la stabilità è diventata il nemico — e perché siamo così rapide a giudicare le donne che decidono di sceglierla?

Quando le cose funzionano andiamo in mute


La verità è che siamo bravissime a parlare delle relazioni… finché sono un disastro.

Quando invece funzionano davvero, eccolo, il mutismo.


Chiedetemi oggi come va con il mio fidanzato e vi darò l’aggiornamento meno cinematografico della storia: “Tutto bene.” Fine. Sipario.


Non perché nasconda qualcosa.

Non perché mi annoi.

È che la stabilità non ha trama.

Non ha plot-twist, non ha cliffhanger.

È calma, presente, lineare.

E noi non siamo abituate.


Se però faccio rewind ai miei disastri sentimentali del passato?

Lì ero praticamente un one-woman show.

Avevo monologhi, teorie, analisi, voice note da podcast, screenshots.

Potevo tenere un TED Talk su segnali confusi, red flag, ghosting e drammi vari.


Questo perchè il caos è pieno di contenuti, ti offre tanto materiale.

La stabilità no.

E forse è proprio questo il punto.


Perché, a pensarci bene, siamo diventate bravissime a parlare fluentemente il linguaggio della disfunzione. Sappiamo raccontare la confusione, la frustrazione, la delusione. Sappiamo trasformare un cuore infranto in un meme, i disastri sentimentali in serie da raccontare alle amiche.

Ma quando qualcosa è sano? Reciproco? Rispettoso? Quando qualcuno arriva, ascolta, comunica, mantiene ciò che promette?


Ci blocchiamo.

Riduciamo al minimo.

Ripieghiamo su un “tutto bene” perché non abbiamo ancora imparato a parlare di ciò che non fa male.


Il caos fa rumore. La stabilità, invece, no — e non sappiamo ancora tradurre questo silenzio in parole.


È difficile passare dal caos alla stabilità


Una relazione stabile non è imbarazzante — è una scelta.


Due persone che si scelgono l'un l'altra con intenzionalità, con chiarezza, senza giochi di strategia, senza bisogno di sessioni di decoding con le amiche per cercare di interpretare ogni cosa. E posso dire? Questo è ben più complicato di ogni possibile situtionship.


Le situationship ti permettono di nasconderti.

Le relazioni stabili fanno esattamente l'opposto: ti espongono. Ti obbligano a parlare davvero, ad ascoltare davvero, a mostrarti per ciò che sei davvero quando non sei impegnata a fare la misteriosa o la "chill girl".


E poi, diciamoci la verità: trovare questo tipo di connessione con qualcuno è difficile.

Non perchè siamo sbagliate, ma perchè è raro riuscire a trovare qualcuno che si trova sulla tua stessa pagina emotivamente, personalmente, nella vita di tutti i giorni. Oggi le persone sono sempre più occupate, sulla difensiva, distratte, in situazioni sentimentali complicate. Quindi, quando incontri una persona con cui puoi davvero costruire qualcosa...non è imbarazzante. È fortuna, tempismo, stelle che si allineano in un modo che non accade proprio ogni giorno. E quando la trovi, passare dal dating drama alla stabilità è impegnativo.


Se sei sempre stata portata a pensare che chaos = passione, le prime settimane di una relazione sana ti sembreranno quasi sospette. Potresti confondere la pace con la noia, la sicurezza emotiva come mancanza della scintilla — solo perchè il tuo sistema nervoso non ha mai incontrato la stabilità prima di quel momento.

La stabilità non è assenza di problemi, ma presenza di impegno nel risolverli.

È sapere che non puoi semplicemente scappare quando qualcosa ti mette a disagio.

È affrontare il conflitto invece che fingere disinteresse.

È costruire qualcosa di duraturo invece che inseguire l'adrenalina dell'incertezza.


Le situationship sono semplici perchè non c'è nulla di definito.

Una relazione stabile è difficile perchè tutto è definito.

Ci sono responsabilità, vulnerabilità, presenza emotiva — tutto ciò che internet detesta e tutto ciò che, in realtà, rende possibile l’intimità vera.


Quindi no, una relazione solida non è imbarazzante. Imbarazzante è fingere che il caos sia profondità… solo perché la stabilità ti chiede qualcosa in più.


Perché sto scrivendo questo


Perché la nostra generazione è bravissima a parlare del caos — delle situationship, dei sentimental drama, delle red flag non riconosciute.

Siamo fluent in stories about things that don’t work.

Ma livello A1 nel parlare di storie che funzionano.

Quelle stabili, quelle adulte, quelle che richiedono presenza e non ghosting.


E solo per essere chiari, questa non è una critica all'articolo di Vogue e alla sua brillante autrice, Chanté Joseph. Anzi, si merita un sincero ringraziamento. Il suo articolo ha aperto un varco su una verità culturale attorno a cui giravamo da tempo, e le reazioni che hanno seguito tale pubblicazione e la risposta dell'autrice ci hanno dimostrato quanto questo argomento abbia toccato un nervo scoperto di questa società. Ha dato inizio a una discussione necessaria — che ha posto in luce quanto questo cambiamento sociale sia complesso e difficile per molti di noi.


Vogue ha chiesto perchè avere un fidanzato può essere considerato imbarazzante oggi, e ha colto perfettamente un punto di vista, un momento sociale. Io sto solo guardando cosa è seduto accanto a quella domanda: perchè la stabilità ci sembra strana, perchè non sappiamo come parlarne e perchè ci interessa più di quanto siamo disposti ad ammettere.

Perché io penso davvero che siamo una generazione incredibile. Resiliente, sveglia, creativa da far paura. Stiamo costruendo vite, carriere, identità — in un mondo molto più complicato di quello che ci era stato promesso. Eppure andiamo avanti. Continuiamo a sognare. Continuiamo a reinventare ogni cosa tocchiamo.


E allora perchè intrappolarci dentro al chaos?

Perchè ridurre le nostre storie a etichette, estetiche, dos & don’ts?

Siamo capaci di molto più che fare finta di preferire situazioni confuse solo per seguire il trend del momento.


La vita è lunga e imprevedibile. Ci saranno momenti in cui stare da sola ti farà sentire libera e piena. Altri in cui le connessioni saranno come nutrimento, ti faranno sentire come a casa, al sicuro. Entrambi i momenti sono validi e bellissimi. Entrambi possono essere espressione di te stessa.


Forse il punto non è scegliere una definizione — single, dating, impegnata, o qualunque altra cosa — ma rimanere aperta verso ogni situazione. Lasciare che la vita ti sorprenda. Lasciare che le persone ti sorprendano. Permetterti di volere ciò che vuoi senza sensi di colpa.

Non siamo una generazione fatta per avere limiti. E meritiamo molto più del caos, meritiamo l’intero ventaglio delle possibilità.


Conclusione (che non è una conclusione)


Forse, alla fine, tutto questo post si riduce a qualcosa di semplice:

Non dobbiamo avere paura di ciò che ci fa bene.

Non dobbiamo trattare la stabilità come qualcosa di cringe, o il caos come un tratto distintivo di personalità.

Non dobbiamo recitare il distacco per sembrare cool, né fingere di non tenerci per paura di sembrare sottone.


Possiamo desiderare l'amore senza perdere noi stessi.

Possiamo restare single senza sentirci incompleti.

Possiamo scegliere la connessione senza sacrificare l’indipendenza.

Possiamo volere entrambe le cose — libertà e intimità — senza doverci giustificare.


Nessuno ci chiede di scegliere una strada per sempre.

La vita non è così lineare, e noi non siamo così monodimensionali.


Tutto ciò che vorrei dire è questo: smettiamo di vergognarci delle cose che, in realtà, ci fanno stare bene.

Smettiamo di considerare il caos come se fosse l’unica opzione.

Smettiamo di far finta che interessarci a qualcuno, per davvero, non sia cool.


Siamo una generazione che sta riscrivendo ogni cosa — lavoro, identità, ambizioni, relazioni, tutto. Forse è ora di riscrivere anche questo. Non per glorificare le relazioni stabili. Non per glorificare l'essere single. Ma per darci, finalmente, il diritto di desiderare ciò che vogliamo — senza vergogna, senza una narrativa da seguire.

Qualunque cosa ti aspetti — un periodo da sola, una relazione, o qualcosa di indefinito — spero che la vivrai come vuoi tu. E spero che ti faccia stare bene.


Perché alla fine è l’unica cosa che conta davvero.


Your turn.


Tu dove sei, in tutto questo? Nel caos, nella libertà, in una relazione, nella solitudine… o da qualche parte lì in mezzo? Che fase stai vivendo adesso, e che effetto ti fa davvero?


Sono sinceramente curiosa.


Se questo post ti è piaciuto, ci troviamo qui. O su Substack.








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